Raccontare il sociale non è semplice, perché la materia è molto delicata è spesso non utilizzare i termini più appropriati per descrivere determinate situazioni può ferire. Allora bisogna cercare le parole giuste, quelle al centro del convegno di questa mattina che ha portato nella sala della biblioteca comunale di Isernia esperti e professionisti che con la comunicazione del sociale hanno a che fare quotidianamente. Sulla necessità di usare termini attenti e precisi ogni volta che si parla di una condizione sociale si sono fermati, in questo evento organizzato da Legacoop Molise, il presidente nazionale di Legacoop sociali Massimo Ascari, il giornalista Giuseppe Manzo, la presidente regionale dell'associazione italiana persone Down Giovanna Grignoli e, ospite d'eccezione, Luca Trapanese, assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli e persona nota per per la sua bella storia con la piccola Alba, bimba con Sindrome di Down.
Il tema è stato introdotto da Manzo, responsabile della comunicazione di Legacoop sociali che ha coordinato la stesura del Glossario Fragile insieme ai colleghi del territorio e all'università. Il testo, che si può scaricare dal sito di Legacoopsociali, è un vademecum per chiunque si voglia porre delle domande sul parlare corretto.
"A volte ho letto o sentito dire che Alba soffre di sindrome di Down. Alba non soffre, non ha avuto mai neanche mal di gola- ha dichiarato con un sorriso Trapanese- il concetto di sofferenza viene applicato in maniera automatica davanti alla disabilità, senza conoscere la situazione di ciascun caso e soprattutto di tanti ragazzi e bambini con Sindrome di Down che come tutti noi crescono, ridono, giocano e cercano in una società civile il loro ruolo, il loro posto".
Conoscere, approfondire, capire i termini medici più giusti appartiene ad un tipo di comunicazione attenta, quella che utilizzano regolarmente coloro che scrivono e raccontano di sociale e quella che compare anche sulle carte ufficiali. Non a caso l'Aipd nazionale ha revisionato lo statuto in funzione di vocaboli più corretti. Ma la disabilità non passa solo attraverso le parole, che alla fine non sono altro che lo specchio della mentalità di chi le pronuncia o le scrive. Occorre affiancarle ai fatti, o meglio, dimostrarle con i fatti. In questi termini è andato l'intervento di Massimo Ascari: il presidente nazionale di Legacoop Sociali, che in questi giorni ha incontrato le singole cooperative sul territorio, ha ricordato che non esiste sociale senza relazione, che i servizi che le nostre cooperative portano nelle case delle famiglie, degli anziani, delle persone sole, non devono perdere la componente della relazione. Altrimenti non si può parlare più di sociale.
"Il sociale è fatto di relazione e buon lavoro, quello pagato equamente, quello rispettoso - ha concluso Arcari - Schiena dritta e rispetto sono i nostri valori, quelli che tutelano il lavoro nel nostro paese. Il nostro compito è creare e sostenere tutto questo e lo facciamo lavorando di prossimità per comprendere insieme alle nostre cooperative quali nodi vanno sciolti e in che modo possiamo dare supporto.
Presenti all'incontro anche il sindaco di Isernia, assessori comunali e regionali, operatori del sociale e cooperative. Oltre ad una rappresentanza di giornalisti e il consigliere nazionale Odg Vincenzo Ciccone che ha ricordato come la categoria si è sempre interrogata sulle parole corrette e come già la deontologia professionale si fondi sul rispetto e sull'importanza dell'uso corretto dei termini. Il convegno è stato organizzato da Legacoop Molise e condotto dalla responsive della comunicazione Antonella Iammarino e dalla instancabile presidente Chiara Iosue
Fonte: IL QUOTIDIANO DEL MOLISE